Che cos’è un complaint (atto di denuncia-querela)?
Un complaint corrisponde, nel contesto italiano, all’atto di denuncia querela previsto dagli articoli 330–336 del Codice di Procedura Penale. È il documento con cui una persona offesa comunica un reato all’autorità giudiziaria e manifesta la volontà che si proceda contro l’autore nelle situazioni in cui la legge lo richiede. Ha un’importanza sia informativa sia probatoria, perché fornisce agli inquirenti i primi elementi necessari per avviare le indagini. È utilizzato soprattutto per reati come minacce, percosse, danneggiamento, diffamazione e altre ipotesi perseguibili a querela, ma può anche accompagnare la denuncia per reati più gravi quando si desidera sollecitare un intervento immediato.
Quando ti serve un atto di denuncia querela?
È necessario un atto di denuncia querela ogni volta che si è vittima di un comportamento penalmente rilevante e si desidera che l’autore sia perseguito, ma la legge non consente alla Procura di agire senza una richiesta.
1. Quando il reato è perseguibile solo a querela
Ci sono reati che la Procura può perseguire solo se la persona offesa presenta querela, come percosse lievi, diffamazione, minacce non gravi, danneggiamento semplice o alcuni reati informatici. In questi casi la legge ti mette in mano la “chiave” per accendere o meno l’azione penale: senza il tuo atto, il procedimento non nasce neppure. Devi anche considerare che la querela ha un termine preciso per essere proposta e può essere rimessa, cioè ritirata, con effetti diretti sul processo. Questo significa che l’atto non è solo una segnalazione, ma una vera scelta strategica su come gestire il conflitto penale e i rapporti con l’altra parte.
Consiglio dell’esperto:
Prima di decidere se querelare, valuta con attenzione i rapporti personali o professionali con l’autore e le possibili conseguenze pratiche di un procedimento penale. In situazioni delicate può essere utile richiedere un parere mirato, anche solo per capire se il reato rientra tra quelli effettivamente perseguibili a querela e quali alternative hai a disposizione.
2. Quando il fatto causa un danno concreto
Se il comportamento altrui ti ha provocato un danno fisico, economico o psicologico, la querela diventa un tassello importante di una strategia di tutela più ampia. Presentandola, chiedi allo Stato di intervenire con gli strumenti penali e, allo stesso tempo, costruisci una base documentale utile anche per eventuali azioni civili o trattative stragiudiziali. Le indagini possono portare a raccogliere prove e testimonianze che altrimenti da solo faticheresti a ottenere, rafforzando la tua posizione nel chiedere il risarcimento, nel trattare con le compagnie assicurative o nel dimostrare la responsabilità dell’autore in un successivo giudizio civile.
3. Quando vuoi ottenere tutela formale e documentata
In situazioni come stalking, molestie, minacce ripetute, violenza domestica o gravi conflitti di vicinato, l’atto di denuncia querela non serve solo a “far partire un processo”, ma anche a creare una traccia formale di ciò che stai subendo. Ogni querela protocollata contribuisce a costruire uno storico di episodi che può rivelarsi decisivo per ottenere misure cautelari, ammonimenti del questore, ordini di allontanamento o altre forme di protezione. Inoltre, disporre di una versione dei fatti messa per iscritto e depositata presso un’autorità aiuta a superare il classico “è solo la tua parola contro la sua”, perché colloca la tua situazione in un contesto ufficiale e verificabile nel tempo.
Consiglio dell’esperto:
Se subisci condotte ripetute nel tempo, inizia a tenere da subito un “diario degli episodi” con date, luoghi, testimoni e allegati digitali. Questo ti aiuterà a ricordare i dettagli quando redigerai l’atto di denuncia querela e a fornire alle autorità un quadro chiaro della continuità e della gravità dei comportamenti.
Come si redige un atto di denuncia querela?
Scrivere un atto di denuncia-querela richiede ordine, precisione e conoscenza dei requisiti di legge. Utilizzare uno strumento come Legally.io, che offre un generatore strutturato e conforme alla normativa, può ridurre significativamente errori formali ed evitare omissioni che potrebbero compromettere l’efficacia dell’atto.
1. Individua l’autorità competente
Occorre sempre indirizzare l’atto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale del luogo in cui il reato è stato commesso, oppure a un comando di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza) che lo trasmetterà alla Procura competente. Valutare la competenza territoriale è utile anche per evitare passaggi intermedi e velocizzare l’apertura del fascicolo. Un’indicazione errata normalmente non invalida la querela, ma può comportare trasferimenti di atti e quindi ritardi; per questo è consigliabile indicare già nel testo dove è avvenuto il fatto e, se ci sono dubbi, rivolgersi all’ufficio di PG più vicino al luogo dell’evento o alla tua residenza.
2. Inserisci tutti i tuoi dati personali
Una corretta identificazione della persona offesa riguarda non solo nome e cognome, ma anche data e luogo di nascita, indirizzo di residenza o domicilio, Codice Fiscale, recapiti telefonici e indirizzo email o PEC se disponibile. Se agisci come legale rappresentante di una società, vanno indicati anche i dati dell’ente e la tua qualifica. Queste informazioni permettono all’autorità di verificare la tua legittimazione a proporre querela, ricontattarti per chiarimenti o convocarti come persona offesa. Dati incompleti o contraddittori possono generare richieste di integrazione e ritardare l’avvio delle indagini, quindi vale la pena compilarli con molta attenzione.
3. Descrivi i fatti con precisione
La parte narrativa è il cuore dell’atto: è qui che “racconterai” il reato in modo comprensibile per chi legge il fascicolo per la prima volta. Oltre a indicare data, ora e luogo, è utile procedere in ordine cronologico, spiegando cosa è avvenuto prima, durante e dopo il fatto, chi era presente, quali parole sono state pronunciate, quali azioni sono state compiute e con quali conseguenze concrete per te. Puoi distinguere tra ciò che hai visto direttamente e ciò che ti è stato riferito, segnalare eventuali testimoni e indicare se esistono registrazioni, documenti o messaggi che confermano la tua versione. Un linguaggio semplice, privo di tecnicismi giuridici e giudizi personali, aiuta le autorità a qualificare correttamente il reato e a comprendere subito la gravità della situazione.
Consiglio dell’esperto:
Quando scrivi, immagina che chi legge non sappia assolutamente nulla della tua storia. Evita frasi generiche tipo “mi ha offeso più volte” e sostituiscile con esempi concreti di frasi pronunciate, date indicative e contesti. Se hai messaggi o email, riportane i passaggi chiave nel testo e rinvia agli allegati con un semplice “vedi Allegato 1”, “Allegato 2”, etc.
4. Formula l’espressa richiesta di procedere
Nei reati perseguibili a querela, la volontà della persona offesa di far avviare il procedimento non può essere solo implicita: deve emergere chiaramente dal testo, come richiede l’articolo 336 c.p.p. La formula “propongo querela nei confronti di…” o “chiedo che si proceda penalmente nei confronti di…” rende inequivocabile tale intenzione. Puoi anche indicare se ti riservi di costituirti parte civile in un momento successivo per chiedere il risarcimento dei danni. Ricorda che, una volta presentata, la querela può in alcuni casi essere rimessa (cioè ritirata) con effetti diretti sul procedimento, quindi questa scelta ha un peso strategico sia nei rapporti con l’autore sia nell’evoluzione del processo.
5. Firma l’atto e allega eventuali prove
La firma è l’elemento che “chiude” e rende tuo l’atto: senza di essa la querela non può essere considerata valida. Puoi sottoscrivere il documento presentato per iscritto o rendere querela oralmente davanti all’autorità, che redigerà verbale da farti firmare. Allegare prove già in tuo possesso – come screenshot di chat, email, foto, video, documenti contabili, referti medici o contratti – rafforza immediatamente la credibilità del racconto e consente alle forze dell’ordine di partire da basi più solide. È utile numerare gli allegati e richiamarli nel testo, spiegando brevemente cosa dimostra ciascun documento; questo facilita il lavoro di chi dovrà esaminare il fascicolo e riduce il rischio che elementi importanti passino inosservati.
Cosa deve contenere un atto di denuncia querela?
Un atto completo e valido deve includere tutti i requisiti richiesti dal Codice di Procedura Penale, oltre ai dettagli utili a ricostruire l’episodio.
- Dati anagrafici e recapiti: l’identificazione della persona offesa è fondamentale per garantire la legittimazione a proporre la querela e per consentire eventuali notifiche.
- Ricostruzione dettagliata dei fatti: la narrazione deve essere precisa, cronologica e basata su eventi verificabili. Più la dinamica è chiara, più le autorità possono comprendere la natura del reato e attivarsi subito.
- Identificazione dell’autore o elementi per individuarlo: se conosci l’identità del presunto autore, devi indicarla. In caso contrario, puoi inserire dettagli utili come caratteristiche fisiche, targhe, profili social, luoghi frequentati.
- Richiesta formale di procedere: è il cuore dell’atto nei reati perseguibili a querela di parte. Senza questa formula, l’autorità non può avviare il procedimento.
- Prove documentali e allegati. allegati come fotografie, registrazioni, conversazioni, fatture o referti possono avere un fortissimo impatto sulla valutazione iniziale del reato e accelerare le verifiche.
- Data e firma: costituiscono elementi essenziali di validità: la mancanza della firma rende l’atto inutilizzabile.
Consigli pratici per scrivere un atto di denuncia-querela
- Mantieni un tono oggettivo e professionale: l’autorità giudiziaria deve comprendere i fatti senza interpretazioni soggettive. Un tono neutro rende il documento più efficace e credibile.
- Evita omissioni e generalizzazioni: ogni dettaglio può essere rilevante per qualificare correttamente il reato. Informazioni vaghe o imprecise possono portare a indagini incomplete o alla difficoltà di individuare l’autore.
- Organizza la narrazione per punti logici: separare gli eventi in sezioni chiare facilita la lettura da parte degli inquirenti e migliora la comprensione.
- Conserva una copia protocollata: disporre di una copia dell’atto depositato è utile per successive azioni civili o per verificare lo stato del procedimento. Qui, strumenti come Legally.io ti aiutano a gestire i tuoi documenti in modo ordinato e sempre accessibile.
Consiglio dell’esperto:
Al deposito dell’atto, chiedi sempre una ricevuta o copia con timbro e data di protocollazione. Se utilizzi canali digitali ammessi, conserva le ricevute di invio e consegna. Tale aspetto permette di dimostrare il rispetto dei termini di legge e di ricostruire con precisione quando è stata presentata la querela in caso di contestazioni.
Conclusioni
L’atto di denuncia querela è un documento fondamentale per richiedere tutela penale e dare avvio alle indagini nei reati che richiedono l’iniziativa della persona offesa. Un atto redatto in modo chiaro, preciso e completo aumenta notevolmente l’efficacia del procedimento e tutela meglio i tuoi diritti. Conoscere i termini, gli elementi obbligatori e la struttura ti permette di evitare errori formali. Utilizzare modelli strutturati e strumenti di compilazione può rendere il processo più rapido e sicuro.
