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Modello ed esempio di contratto di affitto di azienda

Contratto affitto azienda
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Contratto di locazione d’azienda, Accordo di affitto aziendale, Concessione in affitto d’azienda
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Contratto affitto azienda
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Un contratto di affitto di azienda è un documento essenziale quando vuoi trasferire temporaneamente la gestione della tua impresa mantenendone comunque la proprietà. È uno strumento che permette di preservare il valore dell’azienda, evitare la chiusura e garantire continuità operativa anche in assenza del titolare. Molte imprese utilizzano questo contratto come strategia per riorganizzazioni, passaggi generazionali o fasi di transizione prima di una vendita.

In questa introduzione entriamo subito nel tema in modo semplice, chiaro e concreto. In questo articolo vedremo cos’è un contratto di affitto di azienda, quando serve davvero, come si redige in modo corretto, quali clausole deve includere e concluderemo con alcuni suggerimenti pratici per evitare errori.

Table of Contents

Che cos’è un contratto di affitto di azienda?

Un contratto di affitto di azienda, chiamato in inglese business rental contract, è l’accordo con cui l’imprenditore concede a un terzo la gestione dell’intera azienda o di un suo ramo, mantenendo la proprietà dei beni che la compongono. L’affittuario assume la gestione operativa e deve preservare l’efficienza dell’organizzazione secondo l’art. 2561 c.c., che richiede la conservazione dell’avviamento, degli impianti e della capacità produttiva.

Questo contratto si applica a imprese commerciali, artigiane, alberghiere, professionali o industriali e comporta il trasferimento automatico di rapporti aziendali, dipendenti, licenze e clientele. Per questo motivo richiede una struttura giuridica precisa, capace di gestire responsabilità, rischi e obblighi reciproci senza lasciare zone d’ombra.

Quando serve un contratto di affitto di azienda?

1. Continuità aziendale durante l’assenza del titolare

L’affitto d’azienda è fondamentale quando il titolare non può occuparsi dell’attività per un periodo definito e vuole evitare di sospendere licenze, interrompere contratti o perdere clienti abituali. In queste circostanze, l’affittuario assume la gestione operativa garantendo continuità produttiva, amministrativa e commerciale, evitando cali di fatturato o danni alla reputazione. Questo tipo di accordo protegge l’avviamento, mantiene attivo il personale qualificato e assicura che le relazioni con fornitori e partner strategici restino attive. Al rientro, il proprietario potrà riprendere il controllo dell’impresa senza dover ricostruire la struttura organizzativa o affrontare costi di riavvio, che spesso sono molto elevati.

Consiglio dell’esperto:

Quando l’assenza del titolare è legata a motivi di salute, trasferimento o altri eventi prevedibili, inserisci nel contratto una durata coerente con il rientro stimato e una clausola che consenta il ritorno anticipato alla gestione diretta. Valuta anche una fase di affiancamento finale, in cui affittuario e proprietario gestiscono insieme l’azienda per qualche settimana per garantire una transizione senza problemi.

2. Preparazione controllata alla vendita dell’azienda

L’affitto è spesso utilizzato come strumento preliminare alla vendita quando il proprietario vuole testare la capacità del potenziale acquirente di gestire l’azienda prima del trasferimento definitivo. Questo periodo di prova consente all’imprenditore di valutare in modo concreto la solidità organizzativa e finanziaria del subentrante, riducendo il rischio di cessioni fallimentari. Allo stesso tempo, l’affittuario può comprendere i reali flussi di lavoro, la redditività e l’effettiva complessità della gestione, evitando acquisizioni basate su aspettative non realistiche. Il risultato è un processo di vendita più trasparente, con una valutazione dell’azienda più accurata e una transizione più fluida per dipendenti, clienti e fornitori.

Consiglio dell’esperto:

Se utilizzi l’affitto come anticamera della vendita, valuta di inserire un’opzione di acquisto a favore dell’affittuario, con criteri di valutazione dell’azienda già definiti (ad esempio multipli di EBITDA o media di fatturato degli ultimi anni). In questo modo ridurrai le trattative future e darai al potenziale acquirente un incentivo concreto a gestire bene l’impresa durante il periodo di affitto.

3. Rilancio di aziende in difficoltà

Per le imprese che attraversano crisi economiche o gestionali, l’affitto rappresenta uno strumento di risanamento capace di generare liquidità immediata e di affidare l’azienda a un soggetto con maggiore esperienza o risorse. L’accordo può includere clausole mirate, come piani di investimento, obblighi di riorganizzazione o obiettivi di recupero, permettendo al proprietario di preservare il patrimonio aziendale senza essere costretto a vendere in condizioni svantaggiose. Si tratta una soluzione frequentemente utilizzata nei concordati preventivi, in cui l’obiettivo principale è evitare l’insolvenza e mantenere attivi i rapporti con dipendenti e creditori. Questo approccio consente all’azienda di essere gestita da un operatore più solido mentre si stabiliscono nuove basi economiche e operative.

4. Passaggi generazionali o integrazioni societarie

Durante un passaggio generazionale, l’affitto d’azienda permette ai nuovi membri — spesso figli o familiari — di acquisire gradualmente competenze, responsabilità e conoscenza del mercato senza dover affrontare l’immediatezza e il rischio di una cessione totale. L’accordo crea un periodo di affiancamento in cui il proprietario potrà monitorare la gestione e trasferire know-how in modo progressivo. Allo stesso tempo, per integrazioni societarie o ingressi di nuovi soci operativi, l’affitto consente di verificare l’efficacia della collaborazione e l’allineamento strategico prima di formalizzare una fusione o un trasferimento di quote. In entrambi i casi, si evita uno shock organizzativo e si preserva la stabilità dell’azienda durante la transizione.

Come redigere un contratto di affitto di azienda

1. Identificazione completa delle parti

Nella prima parte del contratto devi identificare con precisione chi sono affittante e affittuario: nome e cognome o ragione sociale, sede legale, sede operativa, codice fiscale, partita IVA, REA, PEC, eventuale iscrizione a ordini o albi e dati del rappresentante legale. Se si tratta di una società, è importante indicare chi firma il contratto, sulla base di quale carica o procura, e se agisce da solo o congiuntamente ad altri. Una sezione compilata in modo approssimativo può creare problemi sull’effettiva validità degli impegni assunti, sulla possibilità di opporre il contratto ai terzi o sulla responsabilità personale di chi firma in mancanza di adeguati poteri di rappresentanza.

2. Descrizione dell’azienda e inventario dei beni

La descrizione dell’azienda non deve limitarsi a poche righe generiche, ma dovrebbe delineare con chiarezza il perimetro di ciò che viene affittato: ramo d’azienda o intera azienda, settore di attività, ubicazione dei locali, principali linee di prodotto o servizi offerti. L’inventario dei beni, allegato al contratto, dovrebbe elencare in modo analitico macchinari, arredi, impianti, software, licenze, marchi, know-how, contratti in corso, rimanenze di magazzino e ogni altra risorsa funzionale all’attività. Indicare stato di conservazione, numeri di serie e valore indicativo aiuta a prevenire contestazioni su danneggiamenti o ammanchi al momento della restituzione e rende più semplice attribuire responsabilità in caso di guasti o sostituzioni.

3. Durata, canone e criteri di aggiornamento

La clausola su durata e canone non è solo “quando inizia e quanto si paga”, ma determina l’equilibrio economico di tutto il rapporto. Oltre a indicare data di decorrenza, durata iniziale e modalità di eventuale rinnovo, è utile specificare se il contratto è a tempo determinato non rinnovabile, rinnovabile tacitamente o subordinato a determinate condizioni (ad esempio mantenimento di certi livelli di fatturato). Il canone andrebbe calibrato tenendo conto dell’avviamento, dei margini storici, del livello di rischio del settore e degli investimenti necessari per mantenere competitiva l’azienda. Puoi prevedere aggiornamenti legati a indici come l’ISTAT, ma anche a parametri di performance (ad esempio aumento progressivo del canone in caso di fatturato superiore a una certa soglia), spiegando con trasparenza formule di calcolo, periodicità e modalità di comunicazione degli adeguamenti.

Consiglio dell’esperto:

Quando definisci il canone, evita cifre “a sensazione” e prova a simulare almeno due o tre scenari: prudente, realistico e ottimistico, tenendo conto di margini, investimenti e costi fissi. Puoi usare un modello di contratto strutturato, come quello generato da Legally.io, per inserire sin da subito clausole chiare su adeguamenti, soglie di fatturato e modalità di revisione, così da ridurre al minimo le discussioni future.

4. Gestione operativa e responsabilità

La parte dedicata alla gestione operativa serve a tradurre in clausole concrete il principio dell’art. 2561 c.c., che obbliga l’affittuario a conservare l’efficienza dell’azienda. Qui dovresti stabilire chi si occupa della manutenzione ordinaria (piccole riparazioni, consumabili, assistenza periodica) e chi sostiene gli oneri straordinari (sostituzione macchinari, adeguamenti normativi, grandi ristrutturazioni). È utile specificare se l’affittuario può cambiare fornitori, ampliare la gamma di prodotti, modificare orari o organizzazione interna, a quali condizioni può stipulare nuovi contratti pluriennali e con quali limiti di spesa. Inoltre, vanno disciplinati l’uso di marchi, insegne, siti web, account social e database clienti, chiarendo se può crearne di nuovi, integrarli o utilizzarli per altre attività proprie, e cosa accade a questi asset digitali alla fine del contratto.

5. Dipendenti e rapporti giuridici

Il tema dei dipendenti è uno dei punti più delicati, perché l’art. 2112 c.c. prevede la continuità del rapporto di lavoro in caso di trasferimento d’azienda o di ramo d’azienda. Nel contratto dovresti chiarire quali lavoratori sono inclusi nel perimetro dell’affitto, con quali condizioni vengono trasferiti all’affittuario e come vengono gestiti eventuali contenziosi o arretrati maturati prima della decorrenza del contratto. Lo stesso vale per i rapporti con fornitori, clienti, locatori e istituti di credito: è importante specificare quali contratti proseguono automaticamente, quali richiedono il consenso della controparte e come vengono ripartite tra affittante e affittuario le responsabilità pregresse e future, soprattutto su aspetti fiscali, contributivi e di conformità normativa. Una regolazione chiara di questi profili riduce il rischio di conflitti con terzi e tra le parti.

6. Recesso, risoluzione e restituzione dell’azienda

Questa sezione definisce le modalità di uscita dal contratto e cosa accade all’azienda alla fine del rapporto, ed è decisiva per la tutela economica di entrambi. Il recesso disciplina le ipotesi in cui una parte può interrompere anticipatamente il contratto con preavviso, mentre la risoluzione riguarda i casi di inadempimento grave, come mancato pagamento del canone, violazioni del regolamento interno, uso scorretto del marchio o gestione tale da compromettere seriamente l’avviamento. È utile stabilire tempi e modalità di comunicazione, eventuali penali, diritto al risarcimento del danno e poteri dell’affittante in caso di urgenza. Per la restituzione, conviene prevedere un verbale congiunto, basato sull’inventario iniziale, in cui si verifica lo stato dei beni, si rilevano deterioramenti oltre la normale usura, si decide come gestire migliorie non amovibili e si regolano conguagli economici.

Consiglio dell’esperto:

Per evitare contenziosi sullo stato dell’azienda alla restituzione, prevedi nel contratto sopralluoghi periodici con verbale congiunto e, se possibile, documentazione fotografica aggiornata di impianti e beni chiave. Inserisci anche criteri oggettivi per distinguere tra normale usura e danno imputabile all’affittuario, ad esempio richiamando standard tecnici di settore o parametri di efficienza minima degli impianti.

7. Nota

Per gestire in modo ordinato tutti questi aspetti, puoi utilizzare una piattaforma come Legally.io che ti guiderà passo dopo passo nella compilazione delle clausole, proporrà automaticamente le formulazioni in linea con il Codice Civile e ti aiuterà a non dimenticare sezioni fondamentali. In questo modo ridurrai i rischi di vuoti contrattuali, eviterai errori formali e potrai adattare il documento alle specifiche esigenze della tua azienda, mantenendo coerenza tra le varie parti del contratto.

Cosa deve contenere un contratto di affitto di azienda

Un contratto d’affitto d’azienda completo include una serie di clausole fondamentali, necessarie per renderlo valido e prevenire controversie.

  • Dati completi delle parti: devono essere presenti tutte le informazioni di affittante e affittuario, comprese cariche e poteri di firma. Questo garantisce che l’accordo sia opponibile ai terzi.
  • Oggetto dell’affitto e beni inclusi: nella sezione oggetto indica cosa esattamente viene affittato: impianti, libri contabili, macchinari, marchio, contratti, dipendenti, licenze. L’inventario allegato evita interpretazioni soggettive.
  • Durata e canone: è necessario definire durata precisa, eventuali rinnovi e modalità di pagamento. Il canone può includere oneri aggiuntivi come manutenzione o tasse locali.
  • Gestione e responsabilità: questa parte regola come deve essere amministrata l’azienda: investimenti necessari, manutenzione, limiti operativi, divieti. È utile distinguere responsabilità preesistenti e nuove responsabilità sorte durante la gestione.
  • Trasferimento automatico dei dipendenti: il passaggio del personale all’affittuario è obbligatorio e non può essere derogato. La clausola deve chiarire chi paga stipendi, contributi e arretrati.
  • Clausole di recesso, risoluzione e restituzione: definisci le conseguenze in caso di inadempimento o cattiva gestione, quali penalità applicare e in che condizioni va restituita l’azienda allo scadere.

Consigli pratici per redigere un contratto di affitto di azienda

  • Prepara un inventario dettagliato e fotografico: più dettagli inserisci in questa fase, meno saranno le possibilità di contestazioni su stato dei beni, deterioramenti o mancanze in fase di restituzione.
  • Prevedi controlli periodici dell’affittante: il proprietario può riservarsi il diritto di verificare periodicamente lo stato dell’azienda. Ciò è particolarmente utile quando l’attività ha macchinari ad alto valore o una reputazione commerciale rilevante.
  • Definisci chiaramente quali costi sono compresi e quali no: canone, manutenzione, tasse locali, forniture, costi del personale e investimenti devono essere distinti chiaramente. Le ambiguità sono la principale causa di dispute.
  • Proteggi l’avviamento e l’immagine aziendale: inserisci divieti specifici: pratiche scorrette, politica prezzi aggressiva, uso improprio del marchio. L’obiettivo è evitare che una cattiva gestione danneggi il valore costruito negli anni.

Conclusioni

Un contratto di affitto d’azienda scritto in modo accurato garantisce sicurezza giuridica e operativa alle parti coinvolte. L’accordo deve essere completo, personalizzato e basato sulle esigenze reali dell’impresa. Quando le clausole sono chiare, si riducono i rischi di contenziosi e la gestione dell’azienda risulta più stabile e trasparente. Creare un modello ben fatto è il primo passo per un accordo efficace e tutelante.

Frequently Asked Questions

Quanto dura un contratto di affitto d’azienda?
Chi risponde dei debiti aziendali durante l’affitto?
Cosa succede ai dipendenti dell’azienda affittata?
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