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Modello di accordo di divorzio

Accordo divorzio
Aggiornato il
05
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10
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2026
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Intesa di scioglimento matrimoniale, Convenzione di divorzio consensuale, Accordo di separazione definitiva
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Modello di accordo di divorzio
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L’accordo di divorzio è il documento con cui i coniugi, di comune intesa, regolano tutte le condizioni relative allo scioglimento del matrimonio: dall’affidamento dei figli al mantenimento, dalla divisione dei beni all’assegnazione della casa coniugale. Si tratta dello strumento fondamentale per chi sceglie la via consensuale per porre fine al vincolo matrimoniale, evitando i tempi e i costi di una causa giudiziale.

In questo articolo vedremo cos’è l’accordo di divorzio, quando si utilizza, come redigerlo e cosa deve contenere. Affronteremo anche i temi più cercati: dal divorzio dopo separazione consensuale ai tempi e ai costi, fino alle modalità del divorzio in comune senza avvocato e della negoziazione assistita. Che tu stia cercando un accordo di divorzio fac simile o un fac simile di accordo di divorzio consensuale, questa guida ti fornirà le informazioni necessarie per affrontare il percorso con consapevolezza.

Table of Contents

Cos’è l’accordo di divorzio?

L’accordo di divorzio è l’intesa raggiunta tra i coniugi su tutte le condizioni personali, patrimoniali e relative ai figli che disciplineranno i loro rapporti dopo lo scioglimento del matrimonio. A differenza della separazione, che sospende soltanto gli effetti del vincolo matrimoniale, il divorzio ne determina la cessazione definitiva, con conseguenze importanti sullo stato civile, sui diritti successori e sugli obblighi reciproci.

Il divorzio in Italia è regolato dalla Legge 898/1970, successivamente modificata dalla Legge 55/2015 (cosiddetto “divorzio breve”) e dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022). Quando i coniugi sono d'accordo su tutte le condizioni possono optare per la separazione consensuale e divorzio in forma congiunta, scegliendo tra tre modalità: il ricorso congiunto al Tribunale, la negoziazione assistita tramite avvocati o, in casi specifici, il divorzio in comune dopo separazione consensuale direttamente presso l’Ufficiale di Stato Civile.

Il presupposto necessario per chiedere il divorzio è aver già ottenuto la separazione legale. Con il divorzio breve, i tempi divorzio dopo separazione consensuale si sono notevolmente ridotti: bastano sei mesi dalla comparizione dei coniugi davanti al giudice in caso di separazione consensuale, oppure dodici mesi in caso di separazione giudiziale. La Riforma Cartabia ha ulteriormente semplificato la procedura, consentendo la proposizione della domanda cumulativa di separazione e divorzio in un unico ricorso.

Consiglio dell’esperto:

Non confondere la separazione con il divorzio: la separazione sospende gli effetti del matrimonio ma non scioglie il vincolo. Solo con il divorzio si diventa ex coniugi a tutti gli effetti, con la possibilità di contrarre un nuovo matrimonio e la cessazione dei diritti successori reciproci.

Quando si utilizza un accordo di divorzio?

1. Divorzio consensuale congiunto in tribunale

Il divorzio consensuale congiunto in Tribunale è la forma classica di divorzio dopo separazione consensuale. I coniugi, assistiti da uno o più avvocati, presentano un ricorso congiunto contenente l’accordo su tutte le condizioni: affidamento e mantenimento dei figli, assegno divorzile, assegnazione della casa coniugale e divisione dei beni. Il giudice verifica la conformità dell’accordo alla legge e all'interesse dei figli e, se lo ritiene idoneo, lo omologa nella stessa udienza.

Questa procedura si conclude generalmente in pochi mesi. In tribunale è possibile avere un solo avvocato per entrambi i coniugi, riducendo i costi. Il costo divorzio dopo separazione consensuale per via giudiziaria varia generalmente tra 1.000 e 3.000 euro, comprensivi dell’onorario dell’avvocato e del contributo unificato.

Qualora i coniugi non trovino un accordo su tutte le condizioni, la via consensuale non è percorribile e si dovrà ricorrere al divorzio giudiziale dopo separazione consensuale, con tempi significativamente più lunghi e costi superiori.

2. Divorzio tramite negoziazione assistita

La negoziazione assistita, introdotta dal Decreto Legge 132/2014 e rafforzata dalla Riforma Cartabia, consente ai coniugi di raggiungere un accordo di divorzio direttamente presso gli studi dei rispettivi avvocati, senza doversi recare in tribunale. Ciascun coniuge deve essere assistito dal proprio avvocato, che certifica l’autenticità delle firme e la conformità dell’accordo alla legge.

L’accordo di negoziazione assistita divorzio Cartabia viene trasmesso alla Procura della Repubblica competente, che rilascia il nulla osta (in presenza di figli minori o non autosufficienti) o l’autorizzazione entro pochi giorni. L'accordo ha la stessa efficacia di un provvedimento giudiziario. Questa procedura è particolarmente adatta alle coppie che hanno figli e che desiderano definire anche aspetti patrimoniali complessi, compreso l'assegno divorzile periodico. Non è invece possibile utilizzare la negoziazione assistita per prevedere il pagamento dell'assegno divorzile in un'unica soluzione.

3. Divorzio in comune senza avvocato (divorzio breve)

Il divorzio in comune dopo separazione consensuale è la modalità più rapida ed economica. I coniugi si presentano presso l’Ufficiale di Stato Civile del Comune competente e dichiarano congiuntamente la volontà di divorziare. Dopo un periodo di riflessione di trenta giorni, confermano la propria decisione in un secondo appuntamento e il divorzio viene trascritto.

Questa procedura è ammessa esclusivamente quando non vi sono figli minori, maggiorenni non autosufficienti o portatori di disabilità, e quando l’accordo non prevede trasferimenti patrimoniali. È possibile prevedere il versamento di un assegno divorzile periodico, ma non l’assegnazione della casa coniugale o la divisione di beni immobili. Il costo si limita alla marca da bollo di 16 euro e non è richiesta l’assistenza di un avvocato, anche se è sempre consigliata per valutare adeguatamente la propria posizione.

4. Divorzio con domanda cumulativa (Riforma Cartabia)

La Riforma Cartabia ha introdotto la possibilità di proporre la domanda di separazione e di divorzio nello stesso atto, sia in via consensuale che giudiziale. In pratica, l’avvocato inserisce in un unico ricorso tutte le domande relative alla separazione e al successivo divorzio. Il giudice, una volta definita la separazione, fissa una nuova udienza per il divorzio dopo il decorso dei sei mesi (consensuale) o dodici mesi (giudiziale). Questa innovazione evita la necessità di instaurare due procedimenti separati e riduce significativamente i tempi complessivi.

Consiglio dell’esperto:

Se ti stai chiedendo se dopo la separazione consensuale posso oppormi al divorzio, la risposta è che il divorzio può essere chiesto anche da un solo coniuge. Tuttavia, in assenza di accordo si dovrà procedere per via giudiziale. Il coniuge che non intende divorziare non può bloccare indefinitamente la procedura, poiché il diritto al divorzio è un diritto soggettivo riconosciuto dalla legge una volta decorsi i termini previsti.

Come redigere un accordo di divorzio?

1. Definire le condizioni economiche e patrimoniali

L’accordo deve disciplinare la divisione del patrimonio comune, l’eventuale assegnazione della casa coniugale, il trasferimento o la ripartizione di beni mobili e immobili e la definizione di eventuali obblighi economici residui. Se i coniugi sono in regime di comunione legale, la separazione determina lo scioglimento della comunione e la necessità di dividere i beni che ne fanno parte. Per la negoziazione assistita è possibile includere anche trasferimenti immobiliari, mentre nel divorzio in comune questa possibilità è esclusa.

2. Regolamentare l’affidamento dei figli e il mantenimento

Quando vi sono figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti, l’accordo deve prevedere il regime di affidamento (condiviso o, in casi eccezionali, esclusivo), il collocamento prevalente, i tempi di permanenza con ciascun genitore, l’importo dell'assegno di mantenimento e la ripartizione delle spese straordinarie. A partire dalla Riforma Cartabia, è obbligatorio allegare un piano genitoriale che descriva le abitudini quotidiane dei figli, le attività scolastiche ed extrascolastiche e le relazioni familiari.

3. Stabilire l’assegno divorzile, se dovuto

L’assegno divorzile è il contributo economico che un coniuge può essere tenuto a versare all'altro dopo il divorzio. Non è automatico: spetta solo quando il coniuge richiedente non dispone di mezzi adeguati e non è in grado di procurarseli per ragioni oggettive, tenendo conto anche del contributo fornito alla vita familiare e della durata del matrimonio. L’accordo deve indicare l'importo, la periodicità e le eventuali condizioni di revisione o cessazione dell'assegno. In caso di divorzio con addebito dopo separazione consensuale, l’addebito può incidere sulla determinazione dell’assegno, anche se di norma viene richiesto in sede di separazione giudiziale.

4. Regolamentare la casa coniugale

La casa coniugale viene generalmente assegnata al genitore presso cui sono collocati i figli minori, indipendentemente dalla titolarità del bene. In assenza di figli, l’assegnazione non è disposta d’ufficio e i coniugi possono disciplinare liberamente l’utilizzo dell’immobile nell'accordo di divorzio. È fondamentale prevedere con chiarezza le modalità e i tempi dell'eventuale rilascio dell’immobile.

Consiglio dell’esperto:

Regolamentare con precisione ogni aspetto nell'accordo riduce il rischio di contenzioso successivo. Un accordo generico o incompleto può generare difficoltà interpretative e costringere le parti a ricorrere al giudice per la modifica delle condizioni.

Cosa deve contenere l'accordo di divorzio?

  • Dati dei coniugi e dei figli minori o maggiorenni non autonomi: l’accordo deve riportare le generalità complete di entrambi i coniugi (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, residenza) e dei figli, con indicazione dell’età, della residenza e dello stato di autosufficienza economica. Questi dati sono necessari per l’identificazione delle parti e per la verifica dei presupposti di legge da parte del giudice o del pubblico ministero.
  • Condizioni patrimoniali e divisione dei beni: l’accordo deve disciplinare la ripartizione dei beni comuni, l’eventuale trasferimento di immobili, la divisione dei conti correnti e degli investimenti, e qualsiasi altra questione patrimoniale in sospeso. Una clausola chiara evita contestazioni successive e rende l’accordo immediatamente esecutivo.
  • Affidamento, collocamento e mantenimento dei figli: in presenza di figli, l’accordo deve indicare il regime di affidamento, la collocazione prevalente, il calendario delle visite, l’importo dell'assegno di mantenimento e i criteri di ripartizione delle spese straordinarie. Il piano genitoriale deve essere allegato in conformità alla Riforma Cartabia.
  • Assegno divorzile e condizioni di revisione: se previsto, l’accordo deve indicare l’importo dell’assegno divorzile, la periodicità, le modalità di pagamento e le condizioni al verificarsi delle quali l’assegno può essere rivisto o revocato (ad esempio, nuova convivenza more uxorio del beneficiario, variazione significativa del reddito).
  • Assegnazione della casa coniugale: l’accordo deve specificare a chi viene assegnato l’utilizzo della casa familiare, con indicazione dei termini e delle condizioni per l’eventuale rilascio. Se la casa è di proprietà comune, l’accordo può prevedere la vendita o il trasferimento della quota.
  • Riferimento alla separazione precedente: l’accordo deve richiamare il provvedimento di separazione (sentenza, decreto di omologa o accordo di negoziazione assistita), specificandone la data e il tribunale competente, a dimostrazione del rispetto dei termini di legge per la proposizione della domanda di divorzio.

Consigli pratici per l’accordo di divorzio

  • Preferire la via consensuale per ridurre tempi e costi: il divorzio consensuale si conclude in tempi molto brevi (da poche settimane a pochi mesi) e con costi contenuti rispetto al divorzio giudiziale, che può richiedere anche diversi anni. La scelta della modalità più adatta — tribunale, negoziazione assistita o comune — dipende dalla presenza di figli, dalla complessità del patrimonio e dalle esigenze delle parti.
  • Coinvolgere un avvocato specializzato in diritto di famiglia: anche nelle procedure più semplici, l’assistenza di un avvocato matrimonialista è fondamentale per valutare correttamente i propri diritti e per redigere un accordo equilibrato e completo. Nella negoziazione assistita, ciascun coniuge deve obbligatoriamente essere assistito dal proprio avvocato.
  • Regolamentare espressamente la casa coniugale e gli immobili comuni: la casa familiare è spesso la principale fonte di conflitto. Definire nell’accordo chi ne manterrà l’uso, per quanto tempo e a quali condizioni, è essenziale per evitare controversie future. Se si intende trasferire la proprietà, la procedura in tribunale o la negoziazione assistita sono le uniche vie che consentono di includere tali patti.
  • Utilizzare strumenti professionali per la redazione: con Legally.io potrai generare automaticamente un accordo di divorzio completo, personalizzato e conforme alla normativa vigente, pronto per essere presentato al tribunale, firmato nell’ambito di una negoziazione assistita o utilizzato come base per il divorzio in comune.

Conclusioni

L’accordo di divorzio è lo strumento con cui i coniugi pongono fine al matrimonio in modo consensuale, disciplinando ogni aspetto della vita futura: dai figli al patrimonio, dalla casa all'assegno divorzile. Scegliere la via dell’accordo consente di risparmiare tempo, denaro e stress emotivo, garantendo al contempo un risultato equo e conforme alla legge. Con Legally.io potrai compilare il tuo fac simile di accordo divorzio consensuale in modo semplice e sicuro.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra separazione e divorzio in Italia?
Quanto tempo deve passare tra separazione e divorzio?
Si può divorziare senza passare per la separazione?
L’accordo di divorzio può essere modificato dopo l’omologa?
Cosa succede ai figli in caso di accordo di divorzio?
L'assegno divorzile è sempre obbligatorio?
È possibile il divorzio in comune senza avvocato?
Come funziona la negoziazione assistita per il divorzio?
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