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Contratto di comodato immobiliare oneroso

Modello ed esempio di contratto di comodato immobiliare oneroso

Contratto di comodato immobiliare oneroso
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Contratto di comodato d’uso oneroso immobile, Accordo di comodato immobiliare a titolo oneroso, Comodato oneroso di immobile
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Contratto di comodato immobiliare oneroso
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Il contratto di comodato immobiliare oneroso è uno strumento sempre più utilizzato da proprietari e imprese che vogliono concedere un immobile in uso, richiedendo però un contributo economico che copra spese specifiche. A metà strada tra il comodato tradizionale e la locazione, questa formula permette di mantenere flessibilità senza trasformare il rapporto in un affitto vero e proprio. Negli ultimi anni il suo impiego è cresciuto, soprattutto per magazzini, uffici, immobili utilizzati per progetti temporanei o tra soggetti legati da rapporti familiari o societari.

In questo articolo scoprirai cos’è un comodato d’uso oneroso, quando serve, come redigerlo correttamente e quali clausole non devono mai mancare per garantirti serenità e tutela legale.

Table of Contents

Che cos’è un contratto di comodato immobiliare oneroso?

Il contratto di comodato d’uso oneroso è un accordo con cui il proprietario concede l’utilizzo di un immobile a un’altra persona o impresa, richiedendo un contributo economico che però non configura un canone di locazione. In base agli articoli 1803–1812 del Codice Civile, il comodato resta un contratto essenzialmente gratuito, ma nella pratica è ammesso l’addebito di spese vive, come utenze, manutenzioni o costi condominiali. Questo equilibrio delicato impone una redazione molto precisa, perché se il contributo appare simile a un vero canone, l’intero contratto rischia di essere riqualificato come locazione irregolare, con effetti fiscali e giuridici importanti. È un documento utile per rapporti flessibili, temporanei o tra soggetti che non vogliono impegnarsi in un contratto più rigido come l’affitto.

Quando serve un contratto di comodato immobiliare oneroso?

1. Uso temporaneo dell’immobile con copertura dei costi

Il comodato oneroso diventa particolarmente utile quando l’immobile deve essere utilizzato per un periodo limitato, magari per esigenze transitorie che non giustificano un vero contratto di locazione. Questa formula permette al proprietario di coprire le spese vive, come utenze, condominio, riscaldamento o assicurazioni, mantenendo però il pieno controllo sull’immobile e la possibilità di richiederne la restituzione alla fine del periodo stabilito. È spesso impiegato per seconde case non utilizzate in modo continuativo, depositi temporanei durante traslochi o per attività stagionali che richiedono spazi solo per alcuni mesi. Inoltre, consente di stabilire regole stringenti sull’utilizzo, evitando che l’immobile venga sfruttato per attività non concordate e riducendo il rischio di contenziosi legati a usi impropri.

Consiglio dell’esperto:

Per gli usi temporanei indica sempre una durata chiara (ad es. “fino al 30 settembre” o “per tutta la durata dei lavori”) e prevedi una clausola di rientro anticipato per esigenze urgenti del proprietario, con un preavviso minimo. Allegare un verbale di consegna con foto iniziali e finali riduce drasticamente contestazioni su danni e stato dell’immobile.

2. Messa a disposizione di spazi per attività professionali

Quando un professionista o una piccola impresa deve utilizzare un immobile per attività non continuative, come studi temporanei, laboratori artigianali, set fotografici o uffici operativi a progetto, il comodato oneroso è una soluzione ideale. Il vantaggio è duplice: da un lato, il proprietario evita l’eccessiva rigidità e durata dei contratti commerciali, mantenendo la possibilità di riprendere l’immobile facilmente; dall’altro, il comodatario sostiene un contributo sostenibile e può usare lo spazio senza i vincoli tipici della locazione commerciale (ad esempio obbligo di registrazione, rinnovi obbligatori, indennità di avviamento). Può essere molto utile anche per testare una nuova sede, avviare un’attività pilota o utilizzare temporaneamente un magazzino prima di trasferirsi definitivamente.

3. Rapporti tra familiari o società collegate

Nei rapporti familiari il comodato oneroso evita fraintendimenti e problemi fiscali, soprattutto quando un immobile viene messo a disposizione di un parente che copre alcune spese. Con un documento chiaro, si evita che l’Agenzia delle Entrate ipotizzi redditi non dichiarati o che un familiare acquisisca diritti non voluti sull’immobile. Lo stesso vale nei rapporti societari: tra società dello stesso gruppo, tra soci o tra una società e il titolare, il comodato oneroso permette di spostare la disponibilità di un immobile senza creare ricavi imponibili o contratti di locazione mascherati. Inoltre, definisce con precisione responsabilità, limiti d’uso e criteri di restituzione, riducendo i rischi in caso di conflitti o cambi di assetto societario.

4. Utilizzo per eventi, cantieri o progetti stagionali

Il comodato oneroso è perfetto quando l’immobile serve per periodi brevi, come eventi, fiere, mostre temporanee, set cinematografici, lavori di ristrutturazione, installazioni tecniche o attività stagionali (ad esempio punti vendita estivi o depositi per campagne agricole). Un contratto ben strutturato consente di definire con precisione la durata, le regole di accesso, la gestione degli allestimenti, l’uso degli impianti e la responsabilità per eventuali danni alle strutture. Questo tipo di contratto permette anche di inserire clausole specifiche sul ripristino degli ambienti, sugli orari di utilizzo e sull’accesso di personale esterno come tecnici, montatori o fornitori. In questo modo il proprietario è tutelato da rischi operativi e il comodatario può organizzare l’evento o il progetto con regole certe e senza la burocrazia di una locazione tradizionale.

Come redigere un contratto di comodato immobiliare oneroso?

1. Identificazione completa e accurata delle parti

L’identificazione delle parti è una componente fondamentale del contratto perché consente di stabilire con precisione chi assume obblighi e chi acquisisce diritti. È importante riportare non solo nome, cognome o denominazione sociale, ma anche codice fiscale o partita IVA, indirizzo completo, recapiti e, se applicabile, i dati del rappresentante legale dotato di poteri di firma. Questa sezione può includere anche informazioni utili come PEC, sede operativa e eventuali delegati autorizzati ad accedere all’immobile. Una corretta identificazione eviterà contestazioni, consentirà la registrazione del contratto e renderà possibile la piena opponibilità nei confronti di terzi, soprattutto quando il rapporto coinvolge società o più soggetti con ruoli differenti.

2. Descrizione dettagliata dell’immobile

La descrizione dell’immobile deve essere estremamente completa per eliminare qualsiasi margine di ambiguità: indirizzo preciso, scala e interno, dati catastali, superficie, stato manutentivo, pertinenze come box o cortili, arredi presenti, impianti funzionanti e dotazioni specifiche. È consigliabile indicare anche lo stato d’uso al momento della consegna, allegando foto o un inventario delle attrezzature, perché questo permette di accertare eventuali danni alla riconsegna. La descrizione deve inoltre chiarire la destinazione d’uso consentita, per evitare utilizzi contrari alla legge o alle normative edilizie, come attività rumorose in zone residenziali o usi commerciali non autorizzati. Un immobile descritto male è una delle cause principali di contestazioni tra proprietario e utilizzatore.

3. Durata del contratto e modalità di restituzione

La durata del contratto deve essere definita con precisione, indicando non solo la data di inizio e quella di fine, ma anche le condizioni che possono estenderla, ridurla o farla cessare anticipatamente. Se la durata è collegata a un progetto, a un cantiere o a un evento, è utile specificare l’obiettivo che determina la cessazione. Le modalità di restituzione devono descrivere lo stato in cui l’immobile deve essere riconsegnato, eventuali controlli congiunti, tempistiche, pulizie finali e responsabilità per la rimozione di allestimenti o materiali. Questa parte serve anche a evitare la qualificazione del rapporto come uso continuativo, tipico della locazione. Clausole chiare impediscono abusi come la permanenza oltre termine o la mancata liberazione degli spazi.

4. Determinazione del contributo economico

Il contributo economico deve essere proporzionato alle spese effettivamente sostenute dal proprietario, come utenze, pulizie, manutenzioni ordinarie o costi condominiali. È importante specificare le modalità di pagamento (bonifico, addebito, periodicità), la documentazione giustificativa delle spese e cosa accade in caso di conguagli o aumenti. Una clausola utile è quella che distingue le spese già incluse da quelle variabili, come consumi energetici legati a un uso intenso dell’immobile. È consigliabile anche indicare eventuali penali per ritardi o mancati pagamenti, mantenendo importi coerenti con la natura non locativa del contratto. Una determinazione vaga o eccessiva del contributo è una delle ragioni per cui il contratto può essere riqualificato come locazione non dichiarata.

Consiglio dell’esperto:

Separa nel contratto la “quota base” dalle spese variabili, specificando cosa è già compreso e cosa viene conguagliato in base ai consumi reali. Indica criteri chiari di adeguamento (ad esempio, variazione dei costi condominiali o delle tariffe energetiche) e prevedi sempre una rendicontazione periodica scritta, così nessuno potrà contestare gli importi richiesti.

5. Clausole su responsabilità e manutenzione

Questa sezione stabilisce con precisione quali interventi spettano al proprietario e quali all’utilizzatore, evitando sovrapposizioni che generano conflitti. Normalmente il comodatario risponde per la manutenzione ordinaria e per i danni causati da uso improprio o incuria, mentre il proprietario resta responsabile per guasti strutturali e manutenzioni straordinarie, salvo accordi diversi. È utile prevedere un sistema di comunicazione obbligatoria per segnalare problemi entro un certo termine, così da evitare che piccoli guasti diventino danni maggiori. Una clausola importante riguarda la responsabilità per terzi che accedono all’immobile su invito del comodatario. Regole chiare su comportamento, sicurezza e gestione delle chiavi o dei codici di accesso evitano molte controversie.

Consiglio dell’esperto:

Valuta di inserire l’obbligo per il comodatario di stipulare una polizza assicurativa sulla responsabilità civile per danni a terzi e alle cose, indicando massimali minimi e eventuali franchigie. Puoi anche prevedere ispezioni periodiche concordate dell’immobile, così il proprietario verifica lo stato dei locali senza interferire con l’attività dell’utilizzatore.

6. Tutela privacy e sicurezza dell’immobile

Se l’immobile dispone di sistemi di videosorveglianza, registri di accesso, badge elettronici o reti Wi-Fi condivise, è indispensabile includere una clausola conforme al GDPR che specifichi chi è il titolare del trattamento, quali dati vengono raccolti, per quali finalità e per quanto tempo sono conservati. È utile indicare anche come vengono gestite le credenziali di accesso e quali soggetti terzi possono trattare i dati (ad esempio società di sicurezza). Nel caso di spazi condivisi o edifici con personale addetto, tale clausola deve chiarire responsabilità in caso di violazioni o accessi non autorizzati. Una gestione corretta della privacy tutela sia il proprietario, che evita sanzioni, sia l’utilizzatore, che sa esattamente come vengono trattate le proprie informazioni.

Consiglio dell’esperto:

Integra al contratto un’informativa privacy dedicata, allegandola come documento separato, e richiama il Regolamento UE 2016/679. Specifica chi gestisce i dati di videosorveglianza, per quanto tempo vengono conservati e dove sono archiviati. Non dimenticare cartelli ben visibili per la videosorveglianza e regole chiare sull’uso di Wi-Fi condiviso e credenziali di accesso.

Cosa deve contenere un contratto di comodato immobiliare oneroso?

  • Dati completi delle parti coinvolte: questa parte definisce l’identità contrattuale dei soggetti, evitando dubbi in caso di contenzioso. Avere informazioni complete permette di rendere il contratto opponibile a terzi e consente al proprietario di tutelarsi efficacemente.
  • Descrizione dell’immobile e delle pertinenze: ogni dettaglio relativo al bene è fondamentale per determinare l’oggetto dell’accordo. Una descrizione accurata è essenziale in caso di danni o contestazioni sulla riconsegna. Molti problemi nascono da descrizioni approssimative.
  • Corrispettivo e spese coperte: il contributo deve essere proporzionato e motivato. È utile indicare in modo trasparente quali spese copre e quali rimangono invece a carico dell’altra parte. Una distinzione poco chiara può generare problemi fiscali e legali.
  • Durata, recesso e restituzione: questa sezione stabilisce le regole temporali dell’accordo. Deve indicare quando termina, se può essere rinnovato e quali sono i tempi e le modalità con cui il comodatario deve restituire l’immobile.
  • Responsabilità, obblighi e gestione dei danni: clausole chiare su responsabilità, comportamenti vietati, manutenzione e risarcimenti permettono di prevenire la maggior parte delle controversie. È importante che entrambi conoscano esattamente i propri obblighi.
  • Aspetti fiscali e legali: in base al DPR 131/1986, la registrazione può essere obbligatoria a determinate condizioni. Il contratto deve richiamare anche le norme del Codice Civile e qualsiasi altra normativa rilevante in base alla destinazione d’uso dell’immobile.

Consigli pratici per scrivere un contratto di comodato immobiliare oneroso

  • Definisci un contributo coerente con il comodato: il contributo deve riflettere spese reali e dimostrabili e non deve essere un canone. Se l’importo è eccessivo o immotivato, si rischia che l’accordo venga riqualificato come locazione non dichiarata, con conseguenze economiche importanti.
  • Inserisci limiti d’uso chiari e verificabili: è utile specificare cosa può o non può fare il comodatario: attività consentite, orari, divieti, limiti di affluenza, divieto di sub-concessione. Queste clausole evitano abusi e responsabilità per utilizzi non autorizzati.
  • Utilizza un verbale di consegna con foto: un allegato fotografico o un inventario dettagliato dell’immobile permette di ridurre drasticamente le discussioni sulla riconsegna. È un elemento spesso sottovalutato ma prezioso in caso di contestazioni.
  • Prevedi una clausola per la risoluzione anticipata: se il comodatario viola obblighi essenziali o utilizza l’immobile in modo improprio, una clausola chiara consente di porre fine rapidamente al contratto, evitando procedimenti lunghi e costosi.

Conclusioni

Il contratto di comodato immobiliare oneroso permette di concedere l’uso di un immobile mantenendo controllo, flessibilità e regole chiare. Per evitare rischi, deve essere redatto con estrema precisione e contenere clausole specifiche su durata, responsabilità, spese e obblighi delle parti. Un documento poco accurato può essere riqualificato come locazione, con conseguenze fiscali pesanti. Utilizzare un modello professionale è il modo più efficace per tutelarsi e prevenire problemi.

Frequently Asked Questions

Quanto dura un contratto di comodato immobiliare oneroso?
Quali sono gli obblighi del comodatario?
Quali sono gli obblighi del comodante?
Cosa succede se il contratto viene usato in modo illecito?
Quali leggi regolano il comodato immobiliare oneroso in Italia?
Contratto di comodato immobiliare oneroso
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