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Contratto lavoro subordinato tempo determinato

Modello ed esempio di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato

Contratto lavoro subordinato tempo determinato
Aggiornato il
07
/
10
/
2026
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Contratto di Lavoro a Termine, Contratto Dipendente a Tempo Determinato, Accordo di Lavoro Temporaneo
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Modello ed esempio di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato
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Contratto lavoro subordinato tempo determinato
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Il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato è il rapporto di lavoro dipendente al quale viene apposto un termine di durata. È la principale alternativa al contratto a tempo indeterminato e consente al datore di lavoro di rispondere a esigenze non stabili, garantendo al lavoratore le tutele del lavoro subordinato per l’intera durata del contratto a termine.

La disciplina del contratto a tempo determinato è contenuta nel D.Lgs. n. 81/2015, più volte modificato nel corso degli anni, anche a seguito dei numerosi interventi legislativi che hanno ridefinito la disciplina delle causali, delle proroghe e del periodo di prova. Conoscere queste regole è essenziale per stipulare un contratto valido ed evitare la trasformazione automatica del rapporto in un contratto a tempo indeterminato.

In questo articolo scoprirai che cos’è il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, quando si può stipulare, quanto può durare, come si redige e cosa deve contenere per essere conforme alla normativa.

Table of Contents

Cos’è il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato?

Il contratto a tempo determinato è un rapporto di lavoro subordinato con una data di scadenza prefissata. Alla cessazione del termine il rapporto si estingue automaticamente, senza necessità di licenziamento o dimissioni. Per il resto, si applica la disciplina del lavoro dipendente.

Il contratto a termine attribuisce al lavoratore gli stessi diritti dei colleghi a tempo indeterminato di pari livello: retribuzione, ferie, permessi, tutela della malattia e principio di non discriminazione. La differenza sta nella durata predeterminata del rapporto.

La forma scritta è essenziale per l’apposizione del termine: in mancanza di atto scritto, il contratto si considera a tempo indeterminato (salvo i rapporti di durata molto breve). La copia del contratto va consegnata al lavoratore.

Consiglio dell’esperto

Conserva sempre una copia firmata del contratto e verifica che il termine e l’eventuale causale siano indicati per iscritto prima dell’inizio del rapporto. L’assenza dell’atto scritto che fissa il termine è uno degli errori più frequenti e comporta la trasformazione del contratto in un rapporto a tempo indeterminato.

Quando si può stipulare un contratto a termine?

Il contratto a termine può essere stipulato liberamente entro certi limiti temporali e, oltre una determinata soglia, solo in presenza di specifiche ragioni. Vediamo i casi principali.

1. In presenza di esigenze temporanee

Il contratto a termine risponde tipicamente a esigenze temporanee e non stabili: picchi di attività, avvio di nuove iniziative, lavorazioni straordinarie. Fino a 12 mesi può essere stipulato senza indicare una ragione specifica (causale).

Oltre i 12 mesi, e comunque entro i 24, il ricorso al contratto a termine deve essere giustificato da una delle causali previste dalla legge o dai contratti collettivi.

2. Per la sostituzione di personale assente

Una delle ipotesi classiche è la sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto, ad esempio per maternità, malattia o aspettativa. La sostituzione è una causale espressamente prevista dalla legge.

In questi casi è opportuno indicare nel contratto le ragioni concrete della sostituzione e, se possibile, il lavoratore sostituito, così da rendere trasparente e verificabile la causale.

3. Nei limiti di durata previsti dalla legge

Il ricorso al contratto a termine è ammesso nel rispetto dei limiti di durata: 24 mesi complessivi tra lo stesso datore e lo stesso lavoratore per mansioni di pari livello, salvo diversa previsione dei contratti collettivi.

Esiste inoltre un limite quantitativo all’uso dei contratti a termine, di norma pari al 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza, salvo diversa disciplina della contrattazione collettiva.

4. Nei casi e con le causali previsti dai contratti collettivi

I contratti collettivi possono individuare le causali che giustificano il contratto a termine oltre i 12 mesi. In assenza di previsioni collettive, la legge consente alle parti di indicare direttamente nel contratto le esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva, secondo un regime la cui efficacia è stata più volte prorogata dal legislatore negli ultimi anni.

È quindi sempre opportuno verificare il contratto collettivo applicato in azienda, che può prevedere causali specifiche e regole di dettaglio diverse da quelle generali.

Quanto può durare il contratto a tempo determinato?

La durata del contratto a termine è soggetta a limiti precisi, che riguardano il singolo contratto, le proroghe e i rinnovi. Vediamoli nel dettaglio.

1. La durata massima e le proroghe

La durata massima complessiva del rapporto a termine tra lo stesso datore e lo stesso lavoratore, per mansioni di pari livello, è di 24 mesi, salvo diversa previsione dei contratti collettivi. Il singolo contratto può essere prorogato, ma sono ammesse al massimo quattro proroghe nell’arco dei 24 mesi.

Superato il numero massimo di proroghe o la durata massima, il contratto si trasforma automaticamente in un rapporto a tempo indeterminato. La proroga deve riferirsi alla stessa attività per cui il contratto è stato stipulato.

2. Il rinnovo e l’intervallo (stop and go)

Il rinnovo si ha quando, scaduto un contratto, se ne stipula uno nuovo tra le stesse parti. Tra un contratto e l’altro deve trascorrere un intervallo minimo, il cosiddetto stop and go: 10 giorni se il precedente contratto aveva durata fino a 6 mesi, 20 giorni se superava i 6 mesi.

Il mancato rispetto dell’intervallo comporta la trasformazione del secondo contratto in un rapporto a tempo indeterminato. Il rinnovo, inoltre, è sempre soggetto a una contribuzione addizionale a carico del datore.

3. La causale oltre i 12 mesi

Fino a 12 mesi il contratto può essere stipulato, prorogato e rinnovato senza causale. Oltre i 12 mesi complessivi diventa obbligatorio indicare una causale: i casi previsti dai contratti collettivi, le esigenze tecniche, organizzative o produttive individuate dalle parti (in assenza di previsioni collettive) o la sostituzione di altri lavoratori.

La causale deve essere indicata per iscritto e in modo concreto: la sua assenza, quando richiesta, determina la trasformazione del contratto in un rapporto a tempo indeterminato.

4. Il contratto assistito presso l’Ispettorato del Lavoro

Raggiunta la durata massima di 24 mesi, è possibile stipulare un ulteriore contratto a termine, della durata massima di 12 mesi, presso l’Ispettorato territoriale del lavoro (il cosiddetto contratto assistito), salvo diversa previsione della contrattazione collettiva.

Questo ulteriore contratto richiede l’indicazione della causale prevista dalla legge ed è soggetto alle ordinarie regole applicabili ai contratti a tempo determinato, rappresentando una possibilità residuale di prosecuzione del rapporto oltre il limite ordinario di durata.

Come si redige il contratto a tempo determinato?

La redazione richiede attenzione alla forma scritta, alla corretta indicazione del termine e, quando necessaria, della causale. Ecco i passaggi fondamentali.

1. Indicare le parti e la mansione

Il contratto deve indicare i dati del datore di lavoro e del lavoratore e specificare la mansione, l’inquadramento e la categoria contrattuale. Questi elementi definiscono il contenuto della prestazione e i diritti retributivi.

Va richiamato il contratto collettivo applicato, che disciplina numerosi aspetti del rapporto, dalla retribuzione all’orario di lavoro, fino alle regole specifiche sul contratto a termine.

2. Specificare durata e termine finale

È essenziale indicare la data di inizio e il termine finale del rapporto. Il termine deve risultare da atto scritto, altrimenti il contratto si considera a tempo indeterminato. La durata deve rispettare i limiti di legge e del contratto collettivo.

Quando il termine è collegato a un evento (ad esempio il rientro del lavoratore sostituito), è opportuno indicarlo con chiarezza, fermo restando il rispetto della durata massima prevista dalla legge.

3. Indicare la causale quando richiesta

Se la durata complessiva supera i 12 mesi, il contratto deve contenere la causale: la ragione tecnica, organizzativa, produttiva o sostitutiva che giustifica l’apposizione del termine oltre tale soglia. La causale va formulata in modo concreto ed effettivo.

Anche in caso di rinnovo, l’atto scritto deve specificare le esigenze in base alle quali il contratto viene stipulato, quando ricorrono i presupposti della causale.

4. Rispettare la forma scritta e consegnare la copia

Il contratto va redatto per iscritto e consegnato al lavoratore. Con l’atto di assunzione devono essere fornite le informazioni sul rapporto previste dalla normativa in materia di trasparenza, relative ad esempio all’orario di lavoro, alla retribuzione e alle condizioni di lavoro.

È inoltre opportuno richiamare, se previsto, il diritto di precedenza del lavoratore a termine nelle successive assunzioni a tempo indeterminato, che va espressamente indicato nel contratto.

Consiglio dell’esperto

Prima di stipulare o prorogare un contratto a termine, verifica sempre il contratto collettivo applicato: può fissare una durata massima, un numero di proroghe o un limite quantitativo diversi da quelli di legge, oltre a individuare le causali. Rispettare sia la legge sia il CCNL è l’unico modo per evitare la trasformazione del contratto in un rapporto a tempo indeterminato.

Cosa deve contenere il contratto?

Un contratto a termine completo e conforme deve includere una serie di elementi essenziali. Di seguito quelli imprescindibili.

  • Dati del datore e del lavoratore: generalità e riferimenti completi delle parti, con codice fiscale e sede di lavoro.
  • Inquadramento e mansione: categoria, livello e mansione assegnata, con richiamo al contratto collettivo applicato.
  • Retribuzione e orario di lavoro: trattamento economico, orario e sede della prestazione, in coerenza con il CCNL.
  • Durata, data di inizio e termine finale: indicazione scritta della data di inizio e del termine del rapporto, nel rispetto dei limiti di legge.
  • Causale (quando richiesta): ragione tecnica, organizzativa, produttiva o sostitutiva che giustifica il termine oltre i 12 mesi.
  • Periodo di prova: eventuale patto di prova, la cui durata deve essere proporzionata alla durata del contratto e alle mansioni.
  • Diritto di precedenza e riferimenti al CCNL: richiamo del diritto di precedenza e delle disposizioni del contratto collettivo applicabile.

Consiglio dell’esperto

Ricorda che dal 2025 il periodo di prova nei contratti a termine è proporzionale alla durata del contratto e alle mansioni, con soglie minime e massime fissate dalla legge e fatte salve le previsioni più favorevoli dei contratti collettivi. Indicare un periodo di prova sproporzionato rispetto alla durata del rapporto espone il patto al rischio di nullità.

Conclusioni

Il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato consente di instaurare un rapporto di lavoro dipendente con una scadenza prefissata, garantendo al lavoratore le stesse tutele del lavoro a tempo indeterminato per la durata del contratto a termine.

La sua disciplina impone limiti precisi: durata massima di 24 mesi, un massimo di quattro proroghe, gli intervalli dello stop and go tra un contratto e l’altro e l’obbligo di causale oltre i 12 mesi. Il mancato rispetto di queste regole comporta la trasformazione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato.

Redigere il contratto per iscritto, indicare correttamente termine e causale, rispettare i limiti di legge e del contratto collettivo e curare il periodo di prova sono i passaggi chiave per un contratto a termine valido e conforme alla normativa.

Domande frequenti

Qual è la durata massima del contratto a termine?
Quante proroghe sono ammesse?
Quando serve la causale?
Cosa succede alla scadenza del contratto?
Il contratto a termine prevede il periodo di prova?
Si trasforma in indeterminato se supero i limiti?
Contratto lavoro subordinato tempo determinato
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