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Modello di richiesta di permesso retribuito al datore di lavoro

Richiesta permesso retribuito datore lavoro
Aggiornato il
05
/
22
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2026
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Richiesta congedo retribuito, Domanda permesso lavorativo retribuito, Istanza assenza retribuita
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Modello di richiesta di permesso retribuito al datore di lavoro
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La richiesta di permesso retribuito al datore di lavoro è il documento con cui un lavoratore subordinato chiede al proprio datore di assentarsi temporaneamente dal lavoro, mantenendo il diritto alla retribuzione, in presenza di una delle situazioni previste dalla legge o dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL). Si tratta di uno strumento ordinario nella vita aziendale: visite mediche, accertamenti sanitari, gravi motivi familiari, lutto, matrimonio, assistenza a familiari con disabilità ai sensi della Legge 104/1992, esercizio del diritto di voto. Una richiesta scritta, formalmente corretta e tempestiva, garantisce la fruizione del permesso senza contestazioni e tutela il lavoratore in caso di successive verifiche.

In questo articolo vedrai cos’è esattamente la richiesta di permesso retribuito, in quali situazioni va presentata, come va redatta correttamente e quali elementi non possono mancare. Troverai inoltre consigli pratici per evitare contestazioni, suggerimenti sulla documentazione da allegare e un fac simile di richiesta da personalizzare in base al CCNL applicato.

Table of Contents

Cos’è la richiesta di permesso retribuito al datore di lavoro?

La richiesta di permesso retribuito è una comunicazione scritta con cui il lavoratore chiede al datore di lavoro di poter sospendere la propria prestazione lavorativa per un periodo limitato, conservando il diritto alla retribuzione. La caratteristica distintiva del permesso retribuito è proprio la conservazione della retribuzione: a differenza del congedo non retribuito o dell’aspettativa, il permesso non comporta riduzioni dello stipendio né incide sulla maturazione di mensilità aggiuntive, ferie e contributi previdenziali.

Il quadro normativo dei permessi retribuiti è articolato. Alcuni permessi sono previsti direttamente dalla legge: i permessi per assistenza a familiari con disabilità grave (art. 33 L. 104/1992), il congedo matrimoniale (R.D.L. 1334/1937), i permessi per lutto e gravi motivi familiari (L. 53/2000), i permessi per visite mediche e prestazioni sanitarie. Altri sono disciplinati dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), che possono prevedere ulteriori ipotesi e regimi più favorevoli rispetto al minimo previsto dalla legge. È quindi sempre opportuno consultare il CCNL applicato al proprio rapporto di lavoro per individuare i permessi spettanti.

La richiesta deve essere presentata di norma in forma scritta, anche tramite e-mail o moduli aziendali predisposti, e deve indicare con precisione il motivo dell’assenza, la data, l’orario e la durata. La forma scritta non è sempre obbligatoria per legge, ma è fortemente consigliata: documenta la posizione del lavoratore, prova la tempestività della richiesta e tutela in caso di contestazioni successive sull’assenza.

Consiglio dell’esperto:

Non confondere il permesso retribuito con altri istituti come ferie, malattia, congedi parentali o ROL (Riduzione Orario di Lavoro). Ogni istituto ha una sua disciplina specifica, requisiti differenti, modalità di richiesta e documenti giustificativi. Inserire un motivo errato nella richiesta può portare al rifiuto del permesso o, nei casi peggiori, alla contestazione di assenza ingiustificata. Verifica sempre il CCNL e, in caso di dubbio, chiedi chiarimenti all’ufficio risorse umane prima di assentarti.

Quando si richiede un permesso retribuito?

I permessi retribuiti coprono situazioni molto diverse, dalle esigenze sanitarie alla vita familiare, fino all’esercizio di diritti civili. Vediamo le ipotesi più frequenti che giustificano la richiesta.

1. Per visite mediche, esami o accertamenti sanitari

Le visite mediche specialistiche, gli esami diagnostici e gli accertamenti sanitari rappresentano una delle ipotesi più comuni di permesso retribuito. La maggior parte dei CCNL prevede un monte ore annuo (mediamente tra 16 e 24 ore) destinato a queste finalità, fruibili dal lavoratore previa documentazione. Le visite presso strutture pubbliche o convenzionate sono generalmente equiparate, mentre per le visite private alcuni contratti pongono limiti più stringenti. La richiesta deve essere accompagnata, di norma, da una copia della prenotazione o, successivamente, dell’attestazione di avvenuta visita.

2. Per gravi motivi familiari, lutto o matrimonio

La L. 53/2000 e i CCNL prevedono permessi retribuiti per eventi familiari di particolare rilievo. In caso di lutto per la morte del coniuge, di un parente entro il secondo grado o di un convivente stabile, spettano tre giorni di permesso retribuito (due da utilizzare entro sette giorni dal decesso). Per il matrimonio del lavoratore, il congedo matrimoniale è di quindici giorni di calendario, retribuiti, da fruire di norma entro 30 giorni dalla celebrazione. Per gravi motivi familiari documentati (gravi infermità di un familiare, dissesto familiare, eventi straordinari) molti CCNL prevedono permessi specifici, talvolta non retribuiti.

3. Per assistenza a familiari con disabilità (Legge 104)

L’art. 33 della L. 104/1992 riconosce ai lavoratori che assistono familiari con disabilità grave (riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della stessa legge) tre giorni di permesso retribuito al mese, frazionabili anche in ore. Il diritto spetta a coniuge, parente o affine entro il secondo grado (terzo grado in casi particolari), purché il familiare assistito non sia ricoverato a tempo pieno. Sono retribuiti integralmente e coperti da contribuzione figurativa. La richiesta richiede documentazione specifica (verbale di accertamento della commissione medica, dichiarazione del familiare disabile) ed è spesso oggetto di moduli aziendali standardizzati.

Consiglio dell’esperto:

Per i permessi della Legge 104, la programmazione mensile va concordata con il datore di lavoro, salvo casi di urgenza imprevedibile. La giurisprudenza più recente è rigorosa nel verificare l’effettivo utilizzo del permesso per l’assistenza al familiare disabile: comportamenti incompatibili con la finalità di assistenza (viaggi non legati al familiare, attività ricreative non connesse) possono dar luogo a sanzioni disciplinari fino al licenziamento per giusta causa. Conserva sempre prova dell’attività di assistenza svolta nel giorno di permesso.

4. Per esercizio di diritti civili e cariche pubbliche

Sono permessi retribuiti anche quelli legati all’esercizio di diritti civili: il diritto di voto in elezioni e referendum (con permessi specifici per i lavoratori scrutatori, presidenti di seggio e rappresentanti di lista), la chiamata in qualità di testimone in giudizio, l’esercizio di funzioni di giudice popolare, la partecipazione a riunioni di organi pubblici elettivi (consiglieri comunali, provinciali, regionali). Per ciascuna di queste situazioni esistono norme specifiche che disciplinano le modalità di richiesta e i documenti giustificativi.

Come scrivere la richiesta di permesso retribuito?

Una richiesta ben strutturata aumenta significativamente le probabilità di accoglimento e tutela il lavoratore in caso di contestazioni. Vediamo gli elementi da curare nella redazione.

1. Indicare il motivo del permesso e la sua durata

Il motivo del permesso va indicato con chiarezza e specificità, facendo riferimento alla norma di legge o all’articolo del CCNL che ne costituisce il fondamento. Esempi: “permesso retribuito ai sensi dell’art. 33 della L. 104/1992 per assistenza al familiare disabile”; “permesso retribuito per visita medica specialistica ai sensi dell’art. X del CCNL applicato”; “congedo matrimoniale ai sensi del R.D.L. 1334/1937”. Una formulazione precisa rende chiaro il diritto invocato ed evita richieste di chiarimenti.

2. Specificare la data, l’orario e il numero di ore richieste

La richiesta deve indicare con precisione il giorno (o i giorni) di assenza, l’orario di inizio e di fine se il permesso è frazionato, il numero totale di ore richieste. Per permessi di intera giornata va specificato che si tratta di giornata completa. Per permessi orari, l’indicazione precisa consente al datore di lavoro di organizzare la sostituzione e di verificare la coerenza con il monte ore residuo. Quando la durata effettiva è incerta (visita medica con tempi non prevedibili), è buona prassi indicare una durata stimata e impegnarsi a comunicare tempestivamente eventuali variazioni.

3. Allegare la documentazione giustificativa, se prevista

Molti permessi richiedono documentazione giustificativa specifica: per le visite mediche, copia della prenotazione e successivamente l’attestazione di avvenuta visita; per il lutto, certificato di morte; per il matrimonio, atto di matrimonio o promessa di matrimonio; per i permessi della L. 104, copia del verbale di accertamento della commissione medica. La documentazione può essere prodotta contestualmente alla richiesta o, in caso di urgenza, anche successivamente. Conservare una copia di tutti i giustificativi è fondamentale in caso di future verifiche.

Consiglio dell’esperto:

Quando la visita medica non è ancora stata prenotata o quando la documentazione non è immediatamente disponibile (lutto improvviso, urgenza familiare), presenta comunque la richiesta indicando il motivo e impegnandoti a produrre il giustificativo nei giorni successivi. Mai assentarsi senza preavviso scritto, anche di fronte a urgenze gravi: una semplice telefonata o un SMS al responsabile, seguito appena possibile dalla richiesta formale, dimostra buona fede e tempestività.

4. Indicare disponibilità alla reperibilità e modalità di sostituzione

Soprattutto in ruoli di responsabilità o in attività in cui la presenza è essenziale, è buona prassi indicare nella richiesta: la disponibilità a essere reperibili telefonicamente per urgenze, le modalità di passaggio di consegne, il nominativo del collega che assicurerà la copertura. Questi accorgimenti, seppur non obbligatori, dimostrano attenzione alle esigenze aziendali e facilitano l’accoglimento della richiesta. Sono particolarmente apprezzati quando si chiedono permessi in periodi di carico di lavoro elevato.

Cosa deve contenere la richiesta di permesso?

Per essere valida ed efficace, la richiesta deve includere alcuni elementi essenziali, sia di tipo formale sia di tipo sostanziale.

  • Dati anagrafici del lavoratore e del datore di lavoro. Vanno indicati nome, cognome, qualifica, mansione, sede di lavoro, codice fiscale e matricola aziendale del lavoratore. Per il datore di lavoro: ragione sociale e indicazione del destinatario specifico (responsabile, ufficio risorse umane, direzione del personale). Questi dati consentono di identificare in modo univoco il rapporto di lavoro cui la richiesta si riferisce.
  • Motivo del permesso e riferimento al CCNL o alla legge. La motivazione deve essere chiara e ricondotta al fondamento normativo specifico (articolo del CCNL, articolo di legge come L. 104/1992 o L. 53/2000). Una motivazione generica come “motivi personali” può essere rifiutata o inquadrata come permesso non retribuito. La precisione del riferimento normativo è essenziale per qualificare correttamente il permesso.
  • Data, orario e durata del permesso richiesto. Vanno specificati con precisione: data o date dell’assenza, orario di inizio e di fine (per permessi orari), durata in ore o giornate. Per permessi non immediatamente determinabili (visite con tempi variabili) va indicata una durata massima stimata. La precisione di questi elementi consente al datore di organizzare le sostituzioni e di verificare il monte ore residuo.
  • Eventuali documenti allegati (certificati, convocazioni). Vanno allegati tutti i documenti giustificativi disponibili al momento della richiesta: copia della prenotazione della visita, convocazione del tribunale, certificato di morte, atto di matrimonio, verbale di accertamento della L. 104. L’elenco degli allegati va indicato in calce alla richiesta. Documenti non disponibili al momento vanno prodotti tempestivamente nei giorni successivi.
  • Modalità di reperibilità durante l’assenza. È utile indicare se durante il permesso si è disponibili a essere contattati per emergenze (numero di telefono, fasce orarie di reperibilità), il nominativo del collega che subentra nelle attività urgenti, eventuali consegne effettuate prima dell’assenza. Questi elementi non sono obbligatori, ma facilitano l’organizzazione aziendale e l’accoglimento della richiesta.
  • Firma del lavoratore e data della richiesta. La richiesta deve essere datata e firmata. La data è importante per dimostrare il rispetto dei termini di preavviso eventualmente previsti dal CCNL. La firma autografa è essenziale per le richieste cartacee; per quelle inviate via e-mail è sufficiente la trasmissione dall’indirizzo di posta elettronica aziendale, con eventuale firma digitalizzata in calce.

Consiglio dell’esperto:

Conserva sempre una copia della richiesta protocollata, con timbro di ricezione del datore di lavoro o ricevuta di consegna dell’e-mail. È la prova che la richiesta è stata effettivamente presentata e quando. In caso di contestazioni successive sull’assenza — ad esempio se il datore sostiene di non aver mai ricevuto la richiesta — questa documentazione fa la differenza tra una posizione tutelata e una contestabile come assenza ingiustificata.

Consigli pratici per la richiesta di permesso

Oltre alla corretta redazione, ci sono alcuni accorgimenti operativi che possono fare la differenza nell’accoglimento della richiesta e nella tutela del lavoratore.

  • Verificare i permessi previsti dal CCNL applicato. Ogni CCNL disciplina permessi specifici, monte ore annuali, modalità di richiesta e documenti giustificativi richiesti. Prima di presentare la richiesta, consulta il CCNL applicato al tuo rapporto di lavoro: troverai le tipologie di permesso, le ore spettanti, le condizioni di fruizione, le maggiorazioni eventualmente previste rispetto al minimo di legge. Molti datori mettono a disposizione il testo aggiornato del CCNL nella intranet aziendale o presso l’ufficio risorse umane.
  • Presentare la richiesta con il preavviso previsto. Molti permessi richiedono un preavviso minimo: 24-48 ore per visite mediche programmate, una settimana per il congedo matrimoniale, periodicità mensile preordinata per i permessi della L. 104. Per i permessi imprevedibili (lutto, urgenze familiari) il preavviso non è ovviamente possibile, ma la comunicazione va effettuata appena possibile, anche tramite telefono o messaggio, con regolarizzazione scritta nei giorni successivi.
  • Conservare copia firmata della richiesta e dei giustificativi. Conservare in copia ogni richiesta presentata e i relativi giustificativi è una buona pratica fondamentale. Predisponi un fascicolo personale (cartaceo o digitale) con tutte le richieste di permesso, le ricevute di consegna, le risposte del datore di lavoro e i documenti giustificativi. Questa documentazione è preziosa in caso di contestazioni, controlli previdenziali o cessazione del rapporto di lavoro.
  • Utilizzare strumenti professionali per la redazione. Anche se molti datori di lavoro mettono a disposizione moduli aziendali, una richiesta personalizzata e formalmente corretta dimostra attenzione e tutela meglio il lavoratore. Con Legally.io puoi generare un modello completo e personalizzabile, che include tutte le sezioni essenziali — dati delle parti, motivo del permesso, riferimenti normativi, durata, allegati — riducendo il rischio di omissioni che potrebbero compromettere il riconoscimento del permesso retribuito.

Conclusioni

La richiesta di permesso retribuito al datore di lavoro è uno strumento ordinario ma fondamentale nella vita lavorativa. Per essere efficace deve essere redatta con cura: motivazione chiara con riferimento alla norma di legge o al CCNL, indicazione precisa di data, orario e durata, allegazione dei documenti giustificativi, presentazione nel rispetto dei termini di preavviso. Il valore di una richiesta ben strutturata è duplice: da un lato facilita l’accoglimento da parte del datore di lavoro, dall’altro tutela il lavoratore in caso di contestazioni successive sull’assenza. Investire pochi minuti nella corretta compilazione della richiesta significa esercitare un proprio diritto nella maniera più sicura possibile, evitando contenziosi e malintesi.

Domande frequenti

Quanti permessi retribuiti spettano in un anno?
Il datore di lavoro può rifiutare il permesso?
Quali permessi sono retribuiti per legge?
Il permesso retribuito incide sulle ferie o sulla tredicesima?
Serve sempre un certificato per il permesso retribuito?
I permessi della Legge 104 sono retribuiti?
Cosa fare se il permesso viene negato senza motivo?
I permessi retribuiti vanno richiesti per iscritto?
Richiesta permesso retribuito datore lavoro
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